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Intervista a Luigi Placentino 05/04/2011 18:34 Mister,questo sesto posto ottenuto la soddisfa? Si,tenendo conto di come è andata la stagione direi di si;se si prendono in considerazione la cessione di Di Maggio,la rosa striminzita, e il calo fisiologico di fine stagione per assenza di forti motivazioni, sono soddisfatto. Potevamo fare qualche punto in più ma nel complesso va bene così. Questo è il suo miglior piazzamento oppure no? Non ricordo di preciso,ma credo che lo scorso anno abbiamo ottenuto lo stesso piazzamento,ma 31 punti penso di non averli mai fatti. Avete mai pensato alla salvezza? Sinceramente no,perché nella prima parte di campionato avevo la coscienza di possedere un grande attacco, poi l’inizio molto promettente. E anche quando abbiamo ceduto Di Maggio ero convinto di potermela giocare con tutti. Ad inizio girone di ritorno, dopo un avvio molto positivo, avevo anche pensato di poter insidiare alcune posizioni di vertice. La sconfitta con L’Ortanova, dopo una gara dominata in lungo e in largo, ha ridimenzionato le mie personalissimi convinzioni-ambizioni. Ma al pericolo “non salvezza” non c’ho mai pensato. Quali erano gli obbiettivi di inizio campionato? Potrei sembrare ipocrita ma non mi sono posto obbiettivi di classifica a parte mantenere la categoria regionale. I miei obiettivi sono altri, soprattutto quando ho tra le mani squadre come le ultime, capaci di dare tranquillità dal punto di vista della classifica: migliorare i ragazzi cercando di farli crescere dal punto di vista caratteriale e attraverso il gioco. C’è un’altra squadra che potete paragonare a questa di quelle che avete avuto? Quella dello scorso anno somiglia molto a questa per incostanza nei risultati e per pericolosità offensiva. Quando hai giocatori come Molenda,Di Maggio,Tenace, Cristofaro, Camillo, Di Monte ecc. privilegi un po’ di più la fase offensiva. L’obbiettivo come è sempre non ottenere il risultato ad ogni costo ma far crescere calcisticamente ed educare i nostri ragazzi. 31 punti in totale,sono tanti o sono pochi? 31 punti sono abbastanza senza Di Maggio e con una rosa striminzita e sono pochi perché molte volte abbiamo raccolto meno di quanto abbiamo seminato. Alla fine,tra gol fatti e subiti,si registra un passivo di -2;come mai? Avendo a disposizione un buon reparto offensivo, abbiamo affrontato il campionato con un assetto anteriore creando qualche squilibrio difensivo dove vi erano ragazzi validi ma non costanti nel rendimento e questo ha contribuito ai 46 gol subiti;Poi diversi goal li abbiamo subiti nel finale con squadre motivatissime per la vittoria finale La partenza di Di Maggio quanto ha pesato sul proseguimento di campionato? Un ragazzo che in 11 partite segna 18 gol si sente se manca;ci sono stati dei pro e dei contro. Probabilmente,se fosse rimasto,avremmo chiuso in attivo il bilancio dei gol. Ma, per certi versi, è stato un “bene” non averlo più perché la squadra ha acquisito consapevolezza dei propri mezzi, voglia di dimostrare, un gioco più articolato e giocatori come Camillo e Cavorsi si sono messi più in luce. La squadra i gol li ha sempre realizzati,in maniera minore,ma li ha sempre realizzati. A conti fatti,abbiamo fatto solo cinque punti in meno rispetto a quando avevamo Di Maggio. Ovviamente,sul discorso affettivo siamo stati tristi nel lasciarlo andare ma felici perché è un ragazzo che merita questa chance. Quale è stato il momento migliore della stagione? Ce ne sono stati due:quello di inizio campionato e quello del richiamo alla preparazione durante le vacanze natalizie. Ricordo in particolare il secondo,dove la squadra aveva tanto entusiasmo. Quale invece quello più delicato? Momenti “negativi” ce ne sono stati diversi;di certo ricordo il pareggio con la Gioventù Calcio Cerignola e la sconfitta col San Severo. Nel finale di campionato invece ricordo le tre sconfitte consecutive ma una vera crisi non c’è mai stata;mi sono sembrati comunque dei momenti normali,naturali e mai critici. Sappiamo già che lei darà particolare risalto al gruppo ma c’è stato qualcuno di cui è particolarmente contento? Questo è stato davvero un bel gruppo,fare nomi sarebbe troppo riduttivo;dico allora che sono particolarmente contento di chi,nonostante giocava poco o per niente,è stato sempre presente e non ha mai lasciato la squadra. Allora ci faccia almeno un paio di nomi che,secondo voi,potevano partecipare alla Rappresentativa Regionale. Per qualità direi Camillo,Molenda,Giordano ed anche Cisternino; però le qualità non sempre sono associate a impegno e voglia di migliorare. Quindi,se fossi stato io il selezionatore,avrei scelto Giordano e Molenda per la concentrazione che hanno sempre avuto. Lei è stato uno dei pochi allenatori che affrontava le partite con numerosi ’97,come mai? Sicuramente una rosa striminzita non mi ha dato molta scelta;ma mi è dispiaciuto solo in parte,perché far fare esperienza ai nostri buoni ’97 spero possa portare frutti per il futuro. Ha fatto punti con Cosmano, Audace, Salvemini ma,alla fine,perché sono arrivate sopra il Sant’Onofrio? Perché abbiamo avuto un andamento a dir poco altalenante. In alcune gare i ragazzi erano più stimolati ed in altre no;abbiamo sempre cercato di dare le giuste motivazioni ma evidentemente,a livello inconscio,non tutti le recepivano nel giusto dovere. Come spiega che il Real abbia chiuso davanti al Sant’Onofrio? Questo non lo so perché è una realtà che non conosco da dentro. La classifica ha sempre ragione;noi nel finale eravamo un po’ demotivati;evidentemente loro erano più carichi e faccio quindi i miei sinceri complimenti. Ma,personalmente,dico che i punti fatti prima,quando è tutto incerto,hanno più gusto perché le gare sono molto più combattute e più tirate. Quale squadra,secondo lei,ha espresso il miglior gioco? Senza dubbio la Juventus San Michele perché è una squadra che cerca la crescita dei ragazzi attraverso il gioco a partire dal portiere fino all’attaccante. A volte a discapito anche del risultato e non è da tutti. Mi è piaciuta comunque anche la Salvemini per la grande grinta che ha dimostrato nelle due partite contro di noi. Quale invece è stata nel complesso la migliore? Se dovessi giudicare in base alla classifica direi chi ha vinto il campionato;ma se dovessi giudicare in base alle esperienza fatta direttamente sul campo direi comunque Juventus San Michele. Chi meritava di vincere questo campionato? Sempre la Juventus San Michele. Nelle due partite in cui ci l’abbiamo affrontata ci hanno messo in enorme difficoltà,quindi io premierei loro. Cosa è mancato al Sant’Onofrio per lottare al vertice? Una rosa più ampia,qualche ’96 in più d’esperienza,un Di Maggio per tutta la stagione, un po’ di costanza e attenzione in più, un po’ di fortuna in più ed un mister più abituato alle posizioni di vertice. Cosa aveva questa squadra in più delle altre? In certe partite mostrava una determinazione che faceva davvero emozionare;sicuramente ha mostrato buon gioco e la voglia di giocarsela con tutte. Inoltre,avevamo un reparto offensivo che meritava rispetto sia con,che senza Di Maggio. Cosa vuol dire ai ’96 che passeranno agli Allievi? Di non mollare mai,lottare sempre e prepararsi al campionato 96-97 che si svolgerà tra due anni;farsi trovare sempre pronti quando si verrà chiamati in causa nel campionato 95-96 perché potrebbero benissimo rubare il posto a qualche ’95. Cosa ai ’97 che adesso diventano il punto di riferimento? Chiedo loro di fare tesoro dell’esperienza appena conclusa e di non dare per scontato che quest’anno sarà tutto facile perché hanno già giocato con chi era più grande;sarebbe un grave errore sottovalutare in propri coetanei. Cosa ai ’98 alla prima vera esperienza? Di allenarsi,prepararsi e farsi trovare pronti quando si verrà chiamati in causa. Di recente,Valerio Russo,mister della Juventus San Michele,le ha fatto i suoi complimenti sul gioco che cercate di insegnare ai ragazzi,cosa si sente di rispondere? Ovviamente lo ringrazio; Uno dei complimenti che gradisco di più dagli avversari è, dopo quello del comportamento dei ragazzi, quello relativo al gioco. Valerio Russo è una persona che stimo da sempre come la società in cui lavora. La Juventus San Michele merita grande rispetto per ciò che cerca di insegnare ai ragazzi perché cercare sempre e comunque il gioco non è da tutti. Quindi ricambio i miei e più sentiti complimenti perché allenatori come lui non ce ne sono molti. Cosa è che la spinge ad avere così tanta passione per i ragazzi? Mi piace il calcio,mi piace insegnare e mi piace stare con i ragazzi. Conciliando le tre cose nasce questa mia passione. Il calcio giovanile mi piace molto di più del calcio degli adulti e di quello televisivo. Ringrazio Dio perché mi ha sempre dato grandi emozioni ed ho sempre lavorato con ragazzi (i miei collaboratori) che condividevano la mia stessa passione. Se non fosse anche per loro,forse,la mia voglia di calcio sarebbe un po’ calata. Infine,ringrazio la Società che mi ha sempre dato tanta disponibilità e la piena fiducia e questo credo che sia una gran bella cosa. Fonte: http://www.santonofriocalcio.it/new/index.php Giovanni Canistro
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